«Siamo cristiani in Terra Santa non per conservare santuari, luoghi o vestigia archeologiche, ma per custodire le nostre comunità; cristiane in carne ed ossa, le “pietre vive”. Anche quando il numero si assottiglia e la guerra soffoca il futuro».
Mike Kattan, originario di Betlemme, lavora come informatico a servizio della Custodia di Terra Santa. Arrivato da Gerusalemme per partecipare al Capitolo Internazionale delle Stuoie ad Assisi (fino all’8 giugno ospitato alla Domus Pacis), è; uno dei quattro laici chiamati a rappresentare la neonata Conferenza Nord Africa e Medio Oriente (CoNaMO), insieme a due frati e una suora.
Gerusalemme: una “guerra fredda” che logora le anime
«A Gerusalemme non viviamo sotto le bombe, ma la tensione è; una lama invisibile che divide tutto», racconta Mike. In Custodia, Mike ha conosciuto la donna che oggi è; sua moglie, con cui ha costruito una famiglia. Insieme hanno due figli a cui hanno voluto trasmettere lo stesso amore per la realtà; francescana. I bambini studiano musica al Magnificat – la scuola di musica dove cristiani, ebrei e musulmani imparano insieme la convivenza attraverso l’arte.
Mike descrive un quotidiano stravolto: «Una città; da sempre militarizzata, bambini che a scuola imparano a correre ai rifugi quando suona l’allarme. I miei figli mi chiedono: “Perché la gente si uccide?“».
I numeri sono drammatici: i cristiani sono ormai il 2% della popolazione, e la guerra ha reso ancora più difficile il lavoro della Custodia. «Prima aiutavamo con permessi di lavoro e cure mediche. Ora tutto è; bloccato. Ma non smettiamo di tendere la mano», sottolinea. Gli attacchi contro religiosi e chiese sono aumentati, e la coesistenza tra ebrei, musulmani e cristiani – un tempo possibile – oggi è; quasi un miraggio.
Il Capitolo delle Stuoie: semi di speranza dalla culla del francescanesimo
Proprio in questo contesto, la sua partecipazione al Capitolo ad Assisi diventa una presenza importante e significativa. «Siamo qui per dire che la Terra Santa non è; fatta solo di pietre antiche, ma di “pietre vive”: i cristiani che restano, nonostante tutto», spiega Mike. Il tema dell’incontro – “Vivere il Vangelo, incarnare il carisma, rispondere alla missione” – per lui si traduce in scelte concrete: «Servono pressioni internazionali per fermare questa guerra. Ma intanto, noi piantiamo semi: scuole, ospedali, vicinanza. I frati della Custodia hanno in mano numerose realtà; educative, le uniche fondamentali per parlare di pace e convivenza».
La Custodia di Terra Santa: 800 anni di presenza che non arretra
La Custodia di Terra Santa, da otto secoli in prima linea, oggi affronta una sfida senza precedenti: «Essere “super partes” non significa restare neutrali, ma testimoniare che la pace è possibile», afferma Mike. E cita un episodio recente: «Durante una tregua, ho visto riaccendersi la speranza. Poi tutto è crollato. Ma quei giorni ci hanno ricordato che un’altra strada esiste».
La sua voce si fa più intensa quando parla dei giovani: «Molti emigrano, ma chi resta chiede di non essere dimenticato. Ecco perché sono venuto ad Assisi: per dire al mondo che la fede in Terra Santa è; viva, anche se ferita».
Un appello all’Occidente
Conclude con un appello: «Pregate per noi. E venite in pellegrinaggio: la vostra presenza è ossigeno per le nostre comunità;».
L’articolo Voci dal Capitolo (II): Mike Kattan, dalla Terra Santa ferita, la speranza nasce dalle ‘pietre vive’ proviene da Assisi OFM.