Dal 18 al 25 gennaio 2026, le Diocesi di Assisi–Nocera Umbra–Gualdo Tadino e di Foligno vivranno intensamente la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani, tempo forte della vita ecclesiale nel quale la Chiesa è chiamata a rinnovare il suo impegno per la comunione visibile tra tutti i discepoli di Cristo.
Il tema scelto per il 2026 – «Uno solo è il corpo e uno solo è lo Spirito, come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati» (Ef 4,4) – richiama con forza il fondamento trinitario ed ecclesiologico dell’unità cristiana. Non si tratta di un obiettivo puramente organizzativo o diplomatico, ma di una vocazione che nasce dall’unico Spirito e si radica nel battesimo comune.
L’unità come dono e compito
Il versetto paolino che accompagna la Settimana colloca l’unità all’interno del mistero della Chiesa come corpo di Cristo. Essa è anzitutto dono ricevuto, prima ancora che compito da realizzare. Pregare per l’unità significa riconoscere che essa non è frutto esclusivo dello sforzo umano, ma opera dello Spirito che precede e accompagna ogni cammino ecumenico.
In un tempo segnato da frammentazioni culturali, ecclesiali e sociali, la Settimana di Preghiera assume un valore profetico: invita le comunità cristiane a testimoniare che la diversità, quando è riconciliata, non è una minaccia, ma una ricchezza per il corpo ecclesiale.
Un cammino di preghiera nelle Chiese del territorio
Il programma della Settimana 2026 si articola come un pellegrinaggio spirituale attraverso luoghi significativi delle diocesi coinvolte, sottolineando la dimensione locale e concreta dell’ecumenismo.
Si aprirà domenica 18 gennaio con una Veglia di Preghiera regionale presso la Basilica di San Francesco in Assisi (Chiesa Inferiore), segno eloquente di una fraternità che nasce dal Vangelo vissuto da san Francesco, testimone di pace e riconciliazione.
Nei giorni successivi, i vespri ecumenici, le veglie di preghiera e gli incontri comuni nelle chiese di Assisi, Nocera Umbra, Valfabbrica e Gualdo Tadino permetteranno alle diverse comunità cristiane di pregare insieme, ascoltare la Parola e riconoscersi parte di un’unica speranza. Particolarmente significativo sarà il momento di preghiera presso la Congregazione Anglicana di San Leonardo, segno concreto del dialogo vissuto.
La Settimana si concluderà domenica 25 gennaio con i Vespri presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli, luogo profondamente simbolico per la spiritualità francescana e per la chiamata alla comunione universale.
A QUESTO LINK, TUTTI I TESTI https://www.christianunity.va/content/unitacristiani/it/settimana-di-preghiera-per-l-unita/semaine-de-priere-pour-l-unite-des-chretiens-20241.html
Dall’ecumenismo al dialogo ebraico-cristiano
Il cammino di gennaio si prolunga idealmente nella XXXVII Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei, che si terrà il 28 gennaio 2026 presso la Sala della Spogliazione ad Assisi, sul tema biblico:
«In te si diranno benedette tutte le famiglie della terra» (Gen 12,3), in occasione del Sessantesimo anniversario di Nostra Aetate.
Questo passaggio dall’ecumenismo al dialogo interreligioso non è casuale. Esso ricorda che la vocazione all’unità affonda le sue radici nella promessa fatta ad Abramo e si estende a tutta l’umanità. La riflessione teologica e il dialogo con l’ebraismo aiutano la Chiesa a comprendere più profondamente la propria identità e la propria missione nel mondo.
Una testimonianza per la Chiesa e per il mondo
La Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani 2026 si presenta così come un laboratorio spirituale ed ecclesiale, in cui la preghiera comune diventa gesto teologico, capace di educare i credenti a uno stile di ascolto, di conversione e di fraternità.
In un tempo che chiede alla Chiesa segni credibili di comunione, l’invocazione dell’unico Spirito diventa impegno concreto a camminare insieme, affinché il mondo possa credere e riconoscere nel corpo di Cristo un segno di speranza per tutti.
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