Luogo delle origini e del Perdono

Seconda serata del Triduo presieduta da Mons. Paolo Martinelli

“Il Cantico di Frate Sole nasce attraversando la fatica, l’aridità, il deserto”

Il 30 luglio 2025 nella Basilica di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola, Monsignor Paolo Martinelli, Vicario apostolico per l’Arabia meridionale, ha presieduto la seconda serata del triduo in preparazione al perdono di Assisi dal titolo “Il Cantico di Frate sole: la fede adulta e lo stupore del bambino”.

Nella sua intensa meditazione Mons. Martinelli ha proposto una lettura esistenziale e spirituale del Cantico di San Francesco come cammino di fede vissuto nel deserto – sia geografico sia spirituale.

 Il deserto come luogo di trasformazione

“Il Cantico di Frate Sole nasce attraversando la fatica, l’aridità, il deserto. È un canto che prende forma proprio passando nel deserto”. Il vescovo ha raccontato il suo vissuto nel Golfo, dove le parrocchie sono distanti centinaia di chilometri, collegate solo da chilometri di sabbia. E ha osservato: “Il deserto non è mai uguale a sé stesso. Il vento di notte lo trasforma. Così è anche l’incontro con Dio: ogni giorno si fa conoscere in modo nuovo”.

Lo sguardo adulto della fede

Ha proseguito interrogandosi su cosa significhi diventare adulti nella fede, come Francesco che di fronte al lebbroso cambia sguardo e sentimento: “Ciò che gli era amaro diventa dolcezza”. Ha spiegato che la fede adulta trasforma lo sguardo sulla realtà: Diventiamo adulti nella fede quando l’intelligenza della fede diventa intelligenza della realtà. La fede, diceva Papa Benedetto, diventa un nuovo modo di guardare”.

Il Cantico: sguardo nuovo sul creato

“Il Cantico di Frate Sole non è naturalismo ingenuo, ma rivelazione del senso profondo che unisce tutte le cose”. Ha evidenziato come il Cantico nasca dalla pacificazione interiore che deriva dal riconoscere Cristo al centro: “Chi conosce Cristo conosce il senso di tutte le cose. La sua croce ha pacificato e redento ogni realtà”. Da questo sguardo semplice nasce anche la libertà: “Smettiamo di affannarci, impariamo a confidare in Dio… Siamo liberi dall’ansia dell’esito”.

Dio trascendente e le creature amate

Ha ribadito la trascendenza di Dio e, insieme, la positività delle creature: “Dio è Dio, la creazione è creazione. Eppure Dio si è legato a loro, con loro e per loro”. Parlando del Cantico e delle Lodi di Dio Altissimo, ha fatto notare: “Francesco dice del sole: ‘bello e radioso’; ma quando parla di Dio, dice: ‘Tu sei bellezza’”

Francesco: diventare preghiera vivente

Mons. Martinelli ha raccontato il cuore della spiritualità di Francesco: “Non era solo un uomo che pregava, ma era diventato preghiera”. Citava i Fioretti: “Mio Dio e mio tutto!”, lo diceva fino al mattino, tra lacrime e ardore. E ha spiegato: “La preghiera non è un momento isolato. È la vita stessa vissuta come lode. La lode è restituzione, è riconoscere l’origine di ogni cosa in Dio.”

Infine, ha indicato una via di ecologia integrale e fraternità: “Le differenze non vanno eliminate ma amate. Dio è un Dio generatore: le differenze raccontano qualcosa del mistero di Dio”, testimoniando la ricchezza di una Chiesa multiculturale: “Celebro la Messa con fedeli da oltre cento nazioni. È una gioiosa polifonia di fede, come ha detto Papa Francesco”.

Il senso ultimo del Cantico, ha concluso, è riconoscere la bontà e la bellezza di ogni vivente, in una visione cosmica, sociale e profondamente umana: “Francesco ci racconta che ogni vivente è bello e buono perché tutto trova la sua pienezza in Dio.”

Stasera, 31 luglio alle ore 21:15, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola, si terrà il terzo e ultimo appuntamento del Triduo in preparazione al Perdono di Assisi. È la serata che chiude il triduo e anticipa la grande festa del Perdono, uno degli eventi più cari alla spiritualità francescana e alla Chiesa universale.

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