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La Provincia Serafica in festa per i nuovi sacerdoti “della speranza”

Alla Porziuncola l’ordinazione sacerdotale di fr. Alessandro Giacomo Brustenghi, fr. Giuseppe Gioia, fr. Rosario Corrado Giunta e fr. Andrea Ingribello

La Provincia Serafica è in festa per fr. Alessandro Giacomo Brustenghi, fr. Giuseppe Gioia, fr. Rosario Corrado Giunta, che sono stati ordinati sacerdoti il 28 giugno.

Ma anche la Custodia di Terra Santa si unisce alla gioia delle ordinazioni sacerdotali, visto che fr. Andrea Ingribello, appartenente alla Provincia d’oltremare, è stato chiamato dalla Provvidenza a ricevere il Ministero sacerdotale alla Porziuncola, perché impossibilitato a rientrare a Gerusalemme.

Già la sera del 27 giugno i quattro frati si sono riuniti nella solenne veglia in Basilica, dove anche numerosi confratelli, parenti e amici sono accorsi per stringersi insieme a loro nella preghiera e nell’Adorazione eucaristica, in un momento unico del percorso ecclesiale.

Il Vescovo Mons. Domenico Sorrentino ha presieduto la celebrazione

È stato il vescovo Mons. Domenico Sorrentino a imporre le mani sui quattro frati nel caldo pomeriggio del 28 giugno, alla vigilia della Festa dei Santi Pietro e Paolo, data tradizionale delle ordinazioni per i francescani, nella Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola.

Accanto a monsignor Sorrentino, in altare maggiore, il Ministro Provinciale dei frati minori di Umbria e Sardegna fr. Francesco Piloni, il Vescovo di Aleppo per i cattolici latini Hanna Jallouf, Vicario Apostolico, e il Custode di Terra Santa fr. Francesco Ielpo, insieme a tutta la numerosissima comunità della Porziuncola e i frati di Umbria e Sardegna. Presenti alla celebrazione anche religiosi e amici delle loro comunità di origine, in una Basilica gremita anche di tanti giovani.

In maniera particolare, il Custode di Terra Santa fr. Francesco Ielpo ha voluto essere presente come segno tangibile della comunione di tutta la comunità di Gerusalemme. La sua partecipazione, così significativa, ha offerto un conforto speciale a fr. Andrea, impossibilitato a rientrare a causa del conflitto in Medio Oriente.

Abbiamo un solo nome, un solo tesoro

Nella sua omelia, il vescovo ha ripreso le letture e il Vangelo della festa del giorno, la festa dei santi Pietro e Paolo – per fissare lo sguardo su alcuni aspetti essenziali per vivere il mistero non solo nel presente, ma anche oltre. «Pensiamo a Pietro e Giovanni che dicono “Non abbiamo né argento né oro…” – ha esordito Mons. Sorrentino -. È un’espressione che dovrebbe restare sempre sulle nostre labbra, specie se ci diciamo figli di Francesco, perché non abbiamo altro se non un nome, un solo tesoro: il nome santo di Gesù. È Lui che guarisce, è Lui che mette in cammino, è Lui il nostro unico annuncio».

«Non ci ha scelti per i nostri talenti – ha continuato il Vescovo di Assisi -. Non per la voce, non per le capacità. Ma per la nostra indegnità, perché è lì che può risplendere la sua potenza. Da noi vuole solo una cosa: che diventiamo voce della sua voce. Che diciamo anche noi: “Alzati e cammina”».

La domanda che fonda ogni vocazione: mi vuoi bene?

«Poi c’è la figura di Paolo. Lui perseguitava, ma il Signore lo ha raggiunto. Una luce lo ha trafitto: era la rivelazione interiore, quella che cambia tutto. Da lì inizia la sua corsa, la sua missione. Guai se ci limitassimo ai bei discorsi – dice Paolo – se non fossero abitati da Dio. La gente non ha bisogno di parole vuote, ma di parole attraversate da un’esperienza viva. E infine Pietro: dopo il tradimento, piange lacrime amare. Ma Gesù lo cerca, lo guarda, lo interroga: “Mi vuoi bene?”. Ce lo chiederà sempre, a ciascuno di noi: “Mi vuoi bene?”. È questa la domanda che fonda ogni vocazione. E allora, non temete. Non siete soli. Siete abitati. Quando tra poco parteciperete alla consacrazione attraverso le vostre mani: non sono solo le vostre mani. Sono le mani di Gesù. Lui splende in voi».

Il rito dell’ordinazione

Dopo l’omelia, si è svolto il rito dell’ordinazione, che si è aperto con gli impegni degli eletti e la promessa di obbedienza, scanditi all’unisono dagli ordinandi che si sono prostrati, subito dopo, ai piedi dell’altare maggiore per le Litanie dei Santi.

A seguire, l’imposizione delle mani nel silenzio della Basilica e la preghiera di Ordinazione, la vestizione degli abiti sacerdotali, l’unzione delle mani con il sacro crisma da parte del Vescovo, la consegna del calice e della patena e lo scambio della pace.

I nuovi sacerdoti si sono quindi avvicinati all’altare per partecipare, come presbiteri, alla consacrazione del Pane e del Vino.

I sacerdoti della speranza

Al termine della Messa, il Ministro Provinciale ha rivolto per un breve saluto ai nuovi sacerdoti: «Laudate, benedite, ringraziate. Oggi voglio dirlo: grazie, perché siete i sacerdoti del Giubileo. I sacerdoti della speranza. In un mondo segnato dalla violenza e dalla confusione, abbiamo bisogno di speranza. E oggi, con questi nuovi sacerdoti, la Chiesa cammina ancora. Cammina perché Cristo è vivo».

Fr. Francesco Piloni ha rivolto anche il suo grazie a Monsignor Domenico, “per essere sempre con noi, e per questi nuovi fratelli, segno di un tempo nuovo” e un pensiero speciale a fr. Francesco Ielpo: «Davvero grazie a Padre Francesco, nuovo Custode della Terra Santa. Per noi francescani, quella terra è il cuore delle missioni. È la prima, la più amata. Noi siamo uniti a quella Terra da un filo spirituale che non si spezza. E allora oggi, insieme, vogliamo dirti: ti siamo vicini. Ti accompagniamo nella tua missione con la preghiera e con l’affetto».

La serata si è conclusa infine con un gioioso convito nel giardino del convento.

L’articolo La Provincia Serafica in festa per i nuovi sacerdoti “della speranza” proviene da Assisi OFM.

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