Luogo delle origini e del Perdono

La bellezza che custodisce la memoria

Inaugurato il nuovo Museo della Porziuncola e la mostra dedicata al volto di san Francesco: un percorso che intreccia arte, memoria e spiritualità nel luogo simbolo del francescanesimo

È stato inaugurato questo pomeriggio, alle ore 16.30, il nuovo allestimento del nucleo antico del Museo della Porziuncola, un progetto che restituisce alla comunità francescana, ai pellegrini e ai visitatori un patrimonio artistico e spirituale profondamente rinnovato. Un’opera che non rappresenta soltanto il recupero di spazi espositivi, ma una nuova modalità di raccontare il carisma di san Francesco attraverso il dialogo tra arte, architettura e fede.

L’evento, che ha richiamato un folto pubblico e numerose autorità civili, religiose e istituzionali, ha visto la partecipazione, tra gli altri, della presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, del sindaco di Assisi Valter Stoppini, della Dott.ssa Francesca Valentini Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria e di altri rappresentanti del Ministero della Cultura, del mondo accademico e museale e di numerosi frati della Famiglia francescana.

Custodire la memoria per parlare al presente

A introdurre e moderare gli interventi è stato fra Saul Tambini OFM, direttore del Museo della Porziuncola, che ha accompagnato i presenti nel percorso inaugurale illustrandone il significato e il valore culturale e spirituale. L’incontro, ospitato nel Refettorietto del convento prima della visita alle nuove sale museali, è stato aperto dal Ministro provinciale dei Frati Minori di Umbria e Sardegna, fra Marco Vianelli OFM, che ha invitato a leggere il progetto come un segno profondamente attuale.

«Custodire oggi non significa semplicemente conservare ciò che abbiamo ricevuto in eredità, ma renderlo vivo e capace di parlare al nostro tempo», ha affermato, sottolineando come il museo diventi uno spazio di memoria che genera pensiero e restituisce tutta la ricchezza del volto di san Francesco, senza ridurlo a un’immagine univoca ma lasciandone emergere la straordinaria profondità spirituale.

Un progetto nato dalla collaborazione

A portare il saluto del Ministero della Cultura è stato Costantino D’Orazio, direttore generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, che ha ricordato l’attenzione riservata dal ministro Alessandro Giuli al progetto del Museo della Porziuncola e il percorso che ha portato al finanziamento attraverso il PNRR. «Quello che inauguriamo oggi è il frutto del merito e della qualità di un progetto che ha saputo distinguersi a livello nazionale», ha spiegato, evidenziando come il nuovo museo rappresenti un esempio virtuoso di dialogo tra patrimonio storico e architettura contemporanea, capace di guardare al futuro senza tradire la propria identità.

Sul valore della collaborazione si è soffermata anche la soprintendente Francesca Valentini, definendo il lavoro svolto un autentico percorso di coprogettazione. «Innovare uno spazio antico significa condividere le scelte, non semplicemente autorizzarle», ha osservato. Le nuove sale, ha spiegato, sono state recuperate attraverso soluzioni contemporanee, reversibili e sostenibili, capaci di creare ambienti nei quali la luce, i materiali e l’architettura accompagnano il visitatore verso un’esperienza di contemplazione e di autentica accessibilità, non solo fisica ma anche culturale e spirituale.

Un museo che racconta un luogo

Particolarmente intenso l’intervento della dott.ssa Donatella Vaccari, curatrice del Museo della Porziuncola e referente per i Beni culturali della Provincia Serafica di San Francesco d’Assisi, che ha ripercorso il lungo cammino che ha condotto alla realizzazione del progetto.

«Il Museo della Porziuncola non è semplicemente una raccolta di opere d’arte, ma un luogo nel quale arte, storia e spiritualità francescana costituiscono un unico racconto», ha spiegato. Il riallestimento nasce proprio da questa consapevolezza: restituire unità tra le opere, l’architettura del convento e la memoria del luogo, affinché il percorso museale diventi un’esperienza capace di raccontare, attraverso la bellezza, l’eredità spirituale di san Francesco e di santa Chiara. Un progetto che ha permesso anche di recuperare importanti testimonianze storiche e devozionali, restituendole finalmente alla fruizione del pubblico.

L’essenzialità come linguaggio francescano

A illustrare le scelte progettuali è stato l’architetto Gregorio Pecorelli, autore del nuovo allestimento museografico. «Più che aggiungere, abbiamo cercato di togliere», ha spiegato, sintetizzando la filosofia che ha guidato l’intero intervento. L’obiettivo era ritrovare l’essenzialità propria del linguaggio francescano, liberando gli spazi dalle stratificazioni più recenti per restituire leggibilità all’antico convento e favorire un dialogo autentico tra architettura, opere e visitatore.

L’intervento, frutto di un intenso lavoro condiviso con la curatela, la Provincia Serafica, la Soprintendenza e le numerose maestranze coinvolte, interpreta il linguaggio della contemporaneità senza alterare quello della storia. Materiali essenziali, superfici sobrie e una sapiente regia della luce accompagnano il visitatore con discrezione, creando un’atmosfera raccolta nella quale ogni elemento conduce alla contemplazione delle opere e del luogo che le custodisce.

A concludere il momento inaugurale, prima del taglio del nastro, è stata la prolusione della storica dell’arte Rosa Giorgi, direttrice del Museo dei Cappuccini di Milano, che ha guidato i presenti in una raffinata lettura dell’evoluzione iconografica del volto di san Francesco, offrendo una preziosa chiave di interpretazione della mostra sul volto di Francesco.

Le nuove sale e i tesori del museo

Il percorso inaugurato rappresenta la prima tappa del nuovo Museo della Porziuncola e si sviluppa attraverso il foyer di accoglienza, la Sala di Santa Chiara e la Sala del Crocifisso, ambienti recuperati all’interno dell’antico convento e restituiti alla comunità dopo un attento intervento di valorizzazione.

Qui la museografia contemporanea si pone completamente al servizio delle opere. La luce soffusa valorizza i volumi dell’architettura e guida lo sguardo senza mai prevalere sui capolavori custoditi nelle sale, favorendo una lettura lenta, meditativa e profondamente immersiva.

Tra le opere di maggior rilievo figurano il grande Crocifisso di Giunta Pisano, il prezioso Cimabue e alcune tra le più antiche immagini di san Francesco. Di straordinaria intensità è anche il ricongiungimento, per la prima volta proprio alla Porziuncola, dei breviari di san Francesco e di santa Chiara. Non semplici manoscritti medievali, ma autentiche reliquie della loro vita quotidiana: libri di preghiera consumati dall’uso, che hanno accompagnato il cammino spirituale dei due santi e che oggi, esposti insieme nel luogo in cui ebbe origine la loro esperienza evangelica, restituiscono al visitatore il cuore più autentico del francescanesimo. La loro presenza conferisce all’intero percorso espositivo un valore che va oltre quello storico e artistico, trasformando la visita in un itinerario di fede, memoria e contemplazione.

Un museo che guarda al futuro

La visita inaugurale alle nuove sale e alla mostra “San Francesco alla Porziuncola. La parabola artistica del volto di Francesco d’Assisi nel luogo del suo transitus” ha concluso un pomeriggio che segna una tappa importante nel cammino di valorizzazione del patrimonio custodito dalla Provincia Serafica di San Francesco d’Assisi.

Il nuovo Museo della Porziuncola non si presenta soltanto come uno spazio espositivo rinnovato, ma come un luogo nel quale la bellezza continua a farsi annuncio. Qui arte, architettura e spiritualità si incontrano per raccontare una storia che attraversa i secoli e continua a parlare al cuore dell’uomo contemporaneo, facendo della memoria non un esercizio di nostalgia, ma una sorgente viva capace di generare futuro.

L’articolo La bellezza che custodisce la memoria proviene da Assisi OFM.

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