Il sole stamattina era velato e la temperatura, ancora rigida dopo le nevicate di questi ultimi giorni sulla vetta e sui versanti del vicino Subasio, non ha facilitato la partecipazione; eppure! Un popolo festante si è dato appuntamento alle 9.30 in fondo alla piazza davanti la basilica, per partecipare al primo atto della Santa settimana: la Processione delle Palme. Rami di olivo color argento e maestosa palme verdissime hanno fatto da scenario alla croce, a sua volta ornata di foglie di olivo e di un nastro rosso ad indicare la Passione di nostro Signore.
Frate Saul Tambini, Parroco moderatore della parrocchia di S. Maria degli Angeli, ha presieduto la celebrazione partecipatissima e allietata dai canti osannanti e dai rami sventolati dai presenti. Un torrente di gente nel quale han trovato spazio tutti coloro che si riconoscono bisognosi dello sguardo dell’uomo della croce: giovani, vecchi e bambini; pie donne, banditi, malati, lestofanti e clandestini; amici, devoti, curiosi, commercianti, stranieri e traditori di varia specie. Tutti dietro a quel simbolo di morte redenta.
La lettura del Passio nella versione dell’evangelista Matteo chiama tutti i presenti all’ascolto orante. Ognuno può e vuole riconoscersi almeno in un tratto dell’uomo giusto e sfigurato, il più bello tra i figli d’uomo. Un lungo silenzio al momento della morte ingiunge all’intera assemblea di trattenere il fiato e di volgere lo sguardo a Colui che abbiamo trafitto.
“Il clamore dell’accoglimento trionfale di Gesù si accompagna a quello (ugualmente clamoroso) del nostro silenzio di fuggitivi. Eppure così è successo e continua a succedere oggi. Ma Dio Padre, allora come ora, instancabilmente, ugualmente, torna e ritorna a camminare quella via crucis e non smette di amare e amarci. Come non accogliere tale clamorosissimo amore?”. Questo in sintesi del brevissimo intervento del Parroco all’omelia.
Di altro colore la non meno toccante celebrazione solenne delle 11.30 presieduta dal Custode della Porziuncola Frate Massimo Travascio. Sentire riproporre il Passio per una seconda volta conferisce a quanto avviene (ed avvenne) nelle mille e mille passioni, luce, speranza, possibilità di essere attraversate. Il ritmo della narrazione difatti è incalzante, un torchio implacabile. Prosegue senza tregua, come una bocca mai sazia di frutti da schiacciare. Un percorso noto, obbligato e irreversibile senza il quale nessuno di noi potrebbe attendere riscatto, risarcimento, pace.
Il Custode, citando un notissimo episodio della vita di San Francesco (di cui si custodisce memoria nella Cappella del Pianto nel cuore del santuario angelano), in cui questi piange la Passione di Cristo, ha tutti invitato a fare memoria della Passione che, unica paga possibile all’incommensurabile debito che abbiamo nei confronti di Dio Padre, diventa punto di solidarietà tra il Cielo e la Terra. Aspettiamo tutti alle prossime celebrazioni e auguriamo una Santa settimana santa!
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