Ieri, 17 dicembre, alle ore 19.00, durante la celebrazione del Vespro presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli, ha preso avvio il Settenario in preparazione al Natale del Signore dal titolo “Sette parole di speranza… verso il Natale!”. A inaugurare il percorso è stato fr. Mario Misseri, con una riflessione dedicata alla prima parola-chiave: attesa.
L’iniziativa, ispirata a «Spes non confundit» (Rm 5,5) e al Documento di sintesi del Cammino sinodale delle Chiese in Italia, “Lievito di Pace e di Speranza”, propone un cammino biblico e spirituale articolato in sette tappe: Attesa, Promessa, Fraternità, Gioia, Pace, Salvezza, Comunione, per accompagnare i fedeli verso il Natale con uno sguardo profondo e fiducioso sulla storia.
La Chiesa, profezia di speranza nella storia
Fr. Mario ha aperto la meditazione ricordando che «la Chiesa è in cammino e in ascolto, senza pretese di superiorità», chiamata ad accogliere il Vangelo e ad annunciarlo come missione di speranza. A partire dalla profezia di Isaia sull’Emmanuele, ha chiarito il senso autentico della profezia: «Il profeta non è colui che prevede il futuro, ma chi sa leggere la storia, andare oltre le apparenze e riconoscere il bianco della storia». Il profeta, infatti, sa scorgere la presenza di Dio nel quotidiano e nei piccoli segni, alimentando l’attesa fiduciosa di un Dio che continua a farsi vicino.
L’Emmanuele, Dio con noi, fondamento dell’attesa cristiana
Riprendendo il Vangelo di Matteo, fr. Mario ha sottolineato che la profezia si compie in Gesù: «Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo». L’attesa cristiana non è evasione dal presente, ma fiducia operosa nel Dio che accompagna la storia. Anche l’Apocalisse proclama beati coloro che ascoltano la profezia, perché «Dio è dalla tua parte». È l’attesa di «cieli nuovi e terra nuova», non fondata su una giustizia umana, ma sulla giustizia di Dio, che rende giusto chi si fida di Lui.
La Parola che nutre, libera e fa risorgere
Nel simbolo biblico del latte e del miele, fr. Mario ha indicato il nutrimento del Figlio promesso e di ogni credente: «Le parole del Signore sono dolci come il miele» e hanno la forza di smascherare il male e di orientare al bene. Le parole di Dio, ha ricordato, non solo dicono, ma fanno: aprono tombe, risollevano la vita, generano risurrezione. «Perdonare è già risuscitare», ha affermato, invitando ciascuno a diventare parte di una nuova generazione che si nutre della Parola viva, capace di rinnovare la storia e di preparare il cuore all’incontro con il Signore che viene.
Il Settenario proseguirà nei prossimi giorni con le riflessioni su Promessa, Fraternità, Gioia, Pace, Salvezza, Comunione, offrendo ogni sera nuove parole di speranza per vivere con pienezza il Natale.
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