Il Perdono della Porziuncola
La Festa del Perdono
1 e 2 Agosto
Fu la terza chiesa che san Francesco restaurò con le sue mani, obbedendo alla voce che aveva ascoltato nella preghiera: “Va’, ripara la mia casa”.
Qui ascoltò il Vangelo, lo prese sul serio, e capì che Dio lo chiamava a vivere nella povertà e nella fraternità. Da quel momento, la Porziuncola divenne il centro spirituale del francescanesimo.
Nel 1209, proprio in questo luogo, nacque l’Ordine dei Frati Minori. I monaci benedettini, riconoscendo la santità di Francesco, gli donarono la chiesetta insieme al terreno circostante
Un dono ricevuto per tutti
Nell’estate del 1216, mentre pregava nella piccola chiesetta della Porziuncola, Francesco ebbe una visione luminosa di Cristo e della Vergine circondati dagli angeli. Alla domanda su cosa desiderasse per la salvezza delle anime, egli rispose: “Che tutti, pentiti e confessati, possano ottenere pieno perdono visitando questa chiesa”.
Il Signore accolse la richiesta di Francesco, a condizione che si recasse dal Papa. E così il Santo ottenne da Onorio III la concessione dell’indulgenza, non legata a offerte o denaro, ma solo alla fede e alla conversione del cuore.
Il 2 agosto 1216, Francesco annunciò al popolo radunato alla Porziuncola: “Fratelli miei, voglio mandarvi tutti in Paradiso!”.
Il significato spirituale dell’indulgenza
Ricevere l’Indulgenza della Porziuncola significa sperimentare la misericordia sconfinata di Dio, che, attraverso il pentimento sincero e i sacramenti della Confessione e dell’Eucaristia, rinnova l’anima.
Non si tratta solo della remissione della colpa, ma anche della guarigione delle ferite interiori provocate dal peccato: le sue conseguenze, i suoi effetti. È un richiamo alla conversione, alla bellezza di una vita nuova, riconciliata con Dio e con gli altri.
Francesco, in un tempo segnato da rigidità e privilegi, chiese e ottenne per tutti – anche per i più semplici – un perdono accessibile e gratuito, per aprire le porte del cielo a ogni cuore desideroso di ricominciare.
Come ottenere l’Indulgenza della Porziuncola
L’Indulgenza può essere ottenuta:
tutti i giorni dell’anno visitando la Porziuncola;
dalle 12 del 1 agosto alla mezzanotte del 2 agosto, in tutte le chiese parrocchiali e francescane del mondo.
Le condizioni richieste:
- Confessione sacramentale, nei 8 giorni prima o dopo la visita;
- partecipazione alla Santa Messa e Comunione eucaristica;
- visita alla chiesa, con recita del Padre Nostro del Credo;
- preghiera secondo le intenzioni del Papa (Padre, Ave, Gloria o altra preghiera a scelta).
Un cammino che continua
Il Perdono della Porziuncola è molto più di un evento: è un invito continuo ad accogliere la misericordia, a ritrovare il centro della propria fede, a vivere il Vangelo come ha fatto Francesco.
Ogni anno, la Festa del Perdono viene celebrata con solennità e intensa partecipazione presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli, con celebrazioni, confessioni, momenti di adorazione e pellegrinaggi.
È una festa di luce e grazia. Una porta sempre aperta verso la pace del cuore.
Il Transito di San Francesco
Il luogo del passaggio dal tempo all’eternità
3 Ottobre
Il Santuario della Porziuncola custodisce i luoghi in cui san Francesco visse e fondò la fraternità dei Frati Minori. È anche il luogo dove, per sua volontà, il Santo volle concludere il proprio cammino terreno.
Nel 1226, ormai malato e ospitato nel palazzo del vescovo di Assisi, Francesco chiese ai frati di essere riportato alla Porziuncola: desiderava rendere l’anima a Dio proprio là dove, anni prima, aveva intravisto con chiarezza la via della verità.
Fu così che, la sera del 3 ottobre 1226, circondato dai suoi fratelli, accolse con serenità Sorella Morte, come canta nel Cantico delle Creature:
Laudato si’, mi Signore, per sora nostra Morte corporale,
da la quale nullo omo vivente po’ scampare.
[…]
Beati quelli che troverà ne le tue sanctissime voluntati,
ca la morte seconda no li farrà male.
(FF 263)
Nel momento del passaggio, Francesco chiese che gli venisse letto il Vangelo di Giovanni, laddove si narra che Gesù, sei giorni prima della Pasqua, sapendo che era giunta la sua ora, passò da questo mondo al Padre. Chiese poi di essere cosparso di cenere e rivestito del cilicio, segni di umiltà e ritorno alla terra.
Mentre i frati pregavano e attendevano in raccoglimento il suo transito, l’anima del Santo si sciolse dalla carne e salì alla luce eterna, come raccontano le Fonti Francescane. Uno dei suoi discepoli vide l’anima di Francesco salire al cielo “come una stella, grande come la luna, splendente come il sole, trasportata da una candida nuvola” (FF 511-513).
La celebrazione del Transito
Ogni anno, il 3 ottobre, al calare del sole, si celebra nella Basilica una solenne Commemorazione del Transito di san Francesco, Patrono d’Italia. Un momento liturgico intenso e partecipato, che rinnova la memoria del suo passaggio all’eternità.
Inoltre, ogni 3 del mese, presso la Cappella del Transito, si tiene un momento di preghiera dopo il Vespro, con la rilettura delle fonti francescane legate alla morte del Santo. Un appuntamento mensile per attingere ancora oggi luce e vita dal carisma francescano, là dove tutto ebbe inizio.
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