Quando l'arte racconta la fede
“Questo mondo in cui noi viviamo ha bisogno di bellezza, per non cadere nella disperazione.”
Tariffe di ingresso
- Intero: 4,00€
- Ridotto A: 3,00€ Ragazzi dagli 11 ai 18 anni, studenti universitari, persone sopra ai 65 anni e gruppi superiori alle 15 persone
- Ridotto B: 2,50€ scolaresche
- Gratuito: Bambini fino a 10 anni, religiosi, accompagnatori di gruppi e di disabili
Per informazioni chiamare lo (+39) 075.8051419 o scrivere a museo@porziuncola.org
Orari di apertura
- Mattino: 09:00 - 13:00
- Pomeriggio: 14:30 - 17:00
- Mercoledì: Chiuso
L’ingresso è consentito fino a 15 minuti prima della chiusura.
Aperture straordinarie
ATTENZIONE
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Il giorno 5 aprile il Museo resterà chiuso
6-10-11-24-25 aprile orario continuato 9:00/17:30
Visitare il Museo della Porziuncola significa compiere un viaggio nella memoria viva del francescanesimo, attraverso opere d’arte, reliquie e testimonianze che parlano di spiritualità, bellezza e cultura. È una tappa essenziale per comprendere più a fondo i luoghi della Porziuncola, il Transito e la Cappella delle Rose.
Storia e percorso espositivo
Il Museo nasce negli anni Venti del Novecento grazie all’iniziativa di alcuni frati, desiderosi di valorizzare le opere d’arte che fino ad allora erano rimaste conservate in vari ambienti della Basilica. La sede scelta fu quella del Conventino medievale, sopravvissuto alla costruzione della Basilica e restaurato nel 1923.
Nel 2000, in occasione del Grande Giubileo, il Museo è stato completamente riallestito secondo criteri espositivi moderni. Il percorso, articolato in sei sale tematiche, segue un ordine cronologico che consente di ripercorrere le vicende della Porziuncola e della comunità francescana.
Una costruzione lunga più di un secolo
Tra le opere più significative:
- il Crocifisso di Giunta Pisano (1236 ca.), primo esempio in Italia di crocifisso “patiens” monumentale;
- il San Francesco e Angeli del Maestro di San Francesco (1260 ca.);
- una tavola di san Francesco attribuita a Cimabue (1290 ca.);
- la Maestà di san Damiano, attribuita al Maestro della Croce di Gubbio;
- la Madonna del Latte, scultura in pietra policroma del XIV secolo.
Notevole anche il dossale in terracotta invetriata di Andrea della Robbia (1475 ca.) e il paliotto d’altare seicentesco con Cristo che concede l’Indulgenza del Perdono.
La ricostruzione dell’antico arredo dell’altare della Porziuncola si basa sui disegni del pittore Francesco Providoni (1687) e su incisioni ottocentesche: un’occasione unica per comprendere la devozione che nei secoli ha circondato l’immagine mariana della Pala di Prete Ilario da Viterbo.
Sono inoltre esposti pregiati paramenti liturgici, come un piviale cinquecentesco con decorazioni mariane.
Le Sale del Museo
Sala A - Alle origini della Porziuncola
Questa sala accoglie il visitatore con un grande plastico in scala che mostra la Valle Spoletana al tempo di san Francesco, rivelando la ricchezza e la densità della presenza religiosa nella regione. Sono esposti alcuni importanti reperti archeologici, tra cui un’urna etrusca, una stele romana e una lastra altomedievale, a testimonianza della lunga storia di insediamento in quest’area.
Il nome “Porziuncola” deriva dal termine latino “portiuncula”, ovvero “piccola porzione di terra”, e si riferisce al terreno su cui sorgeva l’antica chiesetta di Santa Maria degli Angeli, che Francesco ricevette dai Benedettini. Questa sala introduce quindi il cuore geografico e simbolico dell’esperienza francescana.
Sala B – La spiritualità della croce
Questa sala è dedicata alla profonda devozione di Francesco verso il Crocifisso, uno dei punti cardine della sua vita spirituale. Vi si trova il celebre Crocifisso di Giunta Pisano, primo esempio in Italia di croce con il Cristo sofferente e morente.
Quest’immagine innovativa trasmette non solo la divinità ma anche l’umanità del Cristo, ed è stata veicolo potente della predicazione francescana. Accanto a questa, due preziose tavole completano l’esperienza: il San Francesco e Angeli del Maestro di San Francesco, considerato uno dei ritratti più antichi del Santo, e una tavola attribuita a Cimabue, che secondo la tradizione sarebbe stata dipinta sul coperchio della sua cassa mortuaria.
Sala C – L’Osservanza e la diffusione del culto
Dopo la morte del Santo, la Porziuncola divenne sempre più un centro spirituale e devozionale. La sala testimonia l’importanza del movimento dell’Osservanza, guidato da figure come san Bernardino da Siena. In esposizione si trovano oggetti come il pulpito ligneo di san Bernardino, monogrammi IHS, e il bellissimo dossale in terracotta invetriata di Andrea della Robbia.
Il pannello laterale illustra l’evoluzione architettonica dei luoghi attorno alla Porziuncola, e la loggia con le sue colonne ottagonali in pietra d’Assisi è una preziosa testimonianza del convento originario.
Sala D – Maria alla Porziuncola
La quarta sala è dedicata al profondo legame di Francesco con la Vergine Maria. Vi si trovano opere mariane di grande valore: la Madonna del Latte (XIV-XV sec.), la Madonna col Bambino di Sano di Pietro, e due splendidi angeli portacero attribuiti a Niccolò di Liberatore detto l’Alunno e a suo figlio Lattanzio.
Una sezione della sala ricostruisce l’antico arredo dell’altare della Porziuncola, con l’immagine mariana della Pala di Prete Ilario da Viterbo, che per secoli fu mostrata solo in rare occasioni, protetta da una grande macchina in argento.
Sala E – La Basilica e l’iconografia francescana
La quinta sala documenta la costruzione della Basilica voluta da Papa Pio V. Vi si trovano progetti, riproduzioni grafiche, paramenti sacri e oggetti liturgici legati ai lavori che portarono all’edificazione del grande santuario tra il 1569 e il 1679.
Un’area è dedicata alla rappresentazione artistica dei santi francescani: tra le opere, una grande tela di Francesco Providoni (1692), il San Francesco in terracotta ottocentesco che sormontava la Porziuncola, e l’incisione dell’Arbor Seraphica, l’albero genealogico dei santi dell’Ordine. Di grande impatto anche il dipinto con San Francesco tra le sante Chiara ed Elisabetta d’Ungheria.
Conventino – Le celle originarie e la memoria
Salendo la rampa che porta al Conventino, si accede a ciò che resta delle antiche celle dei frati. Restaurate di recente, oggi ospitano mostre temporanee. Una sezione è dedicata al terremoto del 1832 e alla ricostruzione della Basilica con il progetto della nuova facciata ad opera di Cesare Bazzani.
Prima di uscire dal Museo, si può ammirare la suggestiva tela del Cristo deriso, attribuita ad Antonio Circignani detto il Pomarancio.
Virtual tour
Scopri il Museo anche online! Attraverso il tour virtuale interattivo è possibile esplorare le sale espositive, osservare i dettagli delle opere, accedere a contenuti di approfondimento, e conoscere la storia e la spiritualità che rendono unico questo luogo.
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