Luogo delle origini e del Perdono

Dalla Parola vissuta alla Comunione condivisa

In Porziuncola la grazia di una celebrazione unita: quattro nuovi lettori e cinque accoliti si fanno custodi del Mistero che annuncia e che sazia

Nella suggestiva cornice della Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola, la liturgia di questa domenica 21 giugno ha vissuto un momento di intensa grazia e commozione per tutta la Famiglia provinciale. Durante la solenne Celebrazione Eucaristica delle ore 10:00, la nostra comunità ha fatto festa per il cammino di consacrazione e servizio di alcuni nostri fratelli studenti, i quali hanno compiuto un passo decisivo attraverso l’istituzione dei ministeri del Lettorato e dell’Accolitato.

I candidati al Lettorato erano fra Mattia Biffi, fra Luca Onetti, fra Luca Tonini e fra Sabino Zagaria; i candidati all’Accolitato erano fra Edoardo D’Urso, fra Antonio Ho Phi Thien, fra Fares Mardini, fra Martino Thanh Thai Nguyen e fra Davide Xompero.

A presiedere la celebrazione e ad amministrare i Ministeri è stato il Ministro Provinciale dei Frati Minori di Umbria e Sardegna, fra Marco Vianelli. Accanto a lui erano presenti fra Danilo Tremolada, maestro dei frati studenti, e fra Mauro Scala, vicemaestro. Intorno ai candidati si è stretta l’intera comunità: i confratelli e una grande assemblea di fedeli che ha riempito la basilica, unendosi in una preghiera corale e partecipata.

Il senso profondo di due ministeri integrati: dalla Parola all’Eucaristia

Celebrare insieme il Lettorato e l’Accolitato esprime una profonda verità teologica e liturgica. Come la Chiesa insegna, la mensa della Parola e la mensa dell’Eucaristia costituiscono un unico atto liturgico, strettamente interconnesso. Non si può comprendere appieno il Mistero della Parola se non si giunge allo spezzare del Pane, così come non ci si può accostare degnamente all’altare senza aver prima ascoltato Colui che all’altare si offre. Il Lettore si fa portavoce della Parola che chiama e raduna; l’Accolito si fa servitore di quella stessa Parola che sull’altare si fa carne e cibo di vita eterna. I due ministeri, integrati in un’unica celebrazione, mostrano la totalità del mistero cristiano: l’annuncio che si fa presenza reale, sacrificio e comunione.

I riti di istituzione: farsi eco e diventare servizio

I momenti centrali delle istituzioni si sono svolti subito dopo la liturgia della Parola, rendendo visibile il legame profondo tra i segni liturgici e il ministero celebrato. Chiamati per nome, tutti i candidati hanno espresso il loro “Eccomi”, manifestando la prontezza del cuore di fronte ai loro formatori e alla Chiesa intera.

Per il Lettorato, il rito ha toccato il suo culmine quando fra Marco Vianelli ha consegnato il testo della Sacra Scrittura a ciascuno di loro: fra Mattia, fra Luca, fra Luca e fra Sabino. Nel toccare il testo sacro, le mani dei nuovi lettori hanno preso in custodia una Presenza viva, impegnandosi a lasciarsi trasformare da essa.

Subito dopo si è svolto il rito per l’Accolitato. Il Ministro Provinciale ha consegnato la patena con il pane e il calice con il vino per la celebrazione dell’Eucaristia ai cinque candidati: fra Edoardo, fra Antonio, fra Fares, fra Martino e fra Davide. Un gesto dal forte impatto simbolico, che impegna i neo-accoliti a farsi essi stessi “pane spezzato” nella carità, nel servizio liturgico e nell’attenzione verso i fratelli, specialmente i più deboli, i malati e i sofferenti.

La riflessione del Ministro Provinciale: “Custodi del Mistero”

Nel corso dell’omelia, il Ministro Provinciale, fra Marco Vianelli, ha condiviso una riflessione spontanea e profonda a partire dalle letture del giorno, definite particolarmente “provocanti” per via dei temi complessi legati all’odio nel mondo, alle fatiche del peccato e alle scelte della vita. Al cuore del messaggio evangelico, tuttavia, risuona il grido: “Non temete, non abbiate paura”.

Ogni uomo organizza spesso pensieri e desideri attorno alle proprie ferite. In questo scenario, diventa fondamentale la presenza di un “padrone di pazienza” come Dio, l’unico capace di accogliere e comprendere le nostre fragilità. Fra Marco ha quindi invitato l’assemblea a considerare l’inedito sguardo di Dio sulla storia:

  • Un Dio che guarda dal basso: Egli si lascia incantare dai dettagli apparentemente minimi della nostra vita, come il contare i nostri passi o il raccogliere le nostre lacrime.

  • Un ribaltamento di valore: Questo sguardo divino restituisce un significato immenso a ciò che il mondo considera insignificante, cambiando radicalmente il “sapore” della realtà e persino della sofferenza.

Il Ministro ha poi ricordato che la vita è un “grande gioco della storia” in cui non si può rimanere isolati: la fede non deve restare un concetto astratto appreso in passato, ma va vissuta e testimoniata nella concretezza delle relazioni quotidiane, nella propria “squadriglia”, in famiglia o sul posto di lavoro.

Infine, rivolgendosi direttamente ai nuovi lettori e accoliti, ha delineato il senso profondo del loro mandato:

I lettori avranno il compito di essere “mano di Gesù” nel trasmettere la Parola alla comunità; gli accoliti, stando vicini all’altare e al sacerdote, dovranno farsi esempio vivente davanti all’Eucaristia. La Chiesa e il mondo non hanno semplicemente bisogno di accademici che spieghino la Scrittura, ma di persone capaci di tradurre la Parola in parole quotidiane e la comunione in comunità reale, chiedendo al Signore la grazia di superare i propri limiti umani.

Un servizio d’amore per la Chiesa e per il Mondo

Con queste nuove istituzioni, la Provincia Serafica si arricchisce di nuovi operai della messe, chiamati a un servizio speciale che unisce la liturgia alla vita di ogni giorno.

La comunità della Porziuncola e la Provincia tutta si stringono attorno a questi nostri fratelli con la preghiera, grati al Signore per il dono della loro vocazione. Invochiamo lo Spirito Santo affinché lo scrutinio quotidiano delle Scritture e la frequentazione assidua dell’altare conformino sempre più la loro vita a quella di Cristo Gesù, Parola eterna del Padre e Pane vivo disceso dal cielo per la salvezza del mondo.

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