«Alzati, rivestiti di luce». Le parole del profeta Isaia sono risuonate con una forza particolare tra le mura della Basilica di Santa Maria degli Angeli, segnando l’inizio di una celebrazione che è molto più di un rito: è un invito alla risurrezione interiore. In questo luogo santissimo, che Francesco d’Assisi scelse come dimora e dove tra pochi giorni – il 10 gennaio – celebreremo l’ottavo centenario del suo Transito al cielo, la Solennità dell’Epifania ha parlato al cuore dei numerosi fedeli presenti.
Un Santuario che orienta il desiderio
Le celebrazioni hanno avuto inizio ieri sera con i Primi Vespri solenni in Cappella Papale, presieduti dal Custode del Protoconvento della Porziuncola, fra Massimo Travascio, che ha presieduto anche la Messa solenne di questa mattina alle 11:30.
Nell’omelia, padre Massimo ha tracciato un ponte spirituale tra la chiusura della Porta Santa a Roma, avvenuta proprio oggi, e la Porziuncola, definita «spazio spirituale dove il cuore si lascia illuminare». Se i santuari sono segni di una Chiesa che accompagna indicando Cristo, la Porziuncola – “dono” ottenuto da Francesco prima ancora dell’istituzione dei giubilei – è oggi la casa di chiunque cerchi una strada per tornare a casa.
L’elogio dell’inquietudine
Il cuore della riflessione è stato un invito a non temere le proprie fragilità: «Se senti inquietudine, sii felice». I Magi, definiti «osservatori dell’animo umano e cercatori instancabili di verità», ci insegnano che il cammino della fede nasce dal lasciarsi “scomodare” dalle proprie certezze.
«C’è dentro il cammino di ogni uomo e di ogni donna in questa ricerca», ha sottolineato il Custode. «Il nostro cuore non trova pace finché non riposa in Te: questa inquietudine è il segno che il Signore sta guidando il nostro cammino verso la verità tutta intera».
Non scendere a compromessi con la logica di Erode
L’omelia ha messo in guardia dalla «logica di Erode», quella del potere e del successo a scapito degli altri, che dopo duemila anni continua a tentare l’uomo. Ma i Magi, davanti a quella stella che sembrava sparita, non si sono lasciati corrompere. Guidati dalla Parola – la “cartina tornasole” del cammino giusto – sono approdati alla semplicità disarmante di Betlemme. Adorare, in questo senso, non è un atto formale, ma il riconoscimento che «il senso più vero della vita nasce dal dono di sé», lo stesso dono che Francesco ha incarnato perfettamente in questa valle.
Per un’altra strada: l’invito ai Secondi Vespri
Il messaggio dell’Epifania alla Porziuncola ci sprona a diventare noi stessi «soglie giubilari», riflessi di quella luce ricevuta nel Battesimo che non si spegne mai. L’incontro con il Bambino obbliga a cambiare percorso: «Quando fai l’incontro per eccellenza, non puoi più scegliere le tue vecchie strade, ma sceglierai quella che Lui ti indica: la strada del servizio».
Il cammino di preghiera prosegue e si concluderà questa sera alle ore 19:00 con i Secondi Vespri solenni in Cappella Papale, presieduti dal Ministro Provinciale dei Frati Minori di Umbria e Sardegna, Fra Francesco Piloni.
Non è la fine delle festività, ma l’inizio di una missione: tornare nelle nostre case “per un’altra strada”, portando quel desiderio che, come accadde nel Natale di Greccio voluto da San Francesco, ha il potere di riaccendere la speranza in ogni cuore che incontriamo.
L’articolo «Alzati e rivestiti di luce»: l’inquietudine del cuore che conduce alla Porziuncola proviene da Assisi OFM.